venerdì 8 maggio 2020

I luoghi del cuore nel corso del tempo

Ognuno di noi ha dei luoghi del cuore. Io ne ho molti che si sono stratificati negli anni. Due, in particolare, rimangono dentro di me, dove i miei nonni avevano costruito o acquistato una casa, le case della mia infanzia e giovinezza: il primo è il piccolo paese di Celerina, in Engadina, il secondo è Ispra, sul lago Maggiore.
Sul geoportale svizzero (https://www.geo.admin.ch/) ho scoperto una funzione particolare, ovvero la possibilità di vedere carte storiche che risalgono addirittura al 1864.
Ho quindi preso tre ordini temporali, il 1864, primo dato storico disponibile), glia anni 1960 e 1972 (anni di acquisto delle due case da parte dei nonni) e 2018 (ultimo dato disponibile) e ho visualizzato le mappe per vedere l'evoluzione urbanistica e antropica dei due territori.
Non ho inferenze o deduzioni da fare... ho semplicemente mappato i luoghi del cuore.


Celerina 1864
Tra l'altro si può notare come nel 1864 il toponimo fosse Cellerina (con 2 l) come si diceva a volte nella mia famiglia


Celerina 1960


Celerina 2018


Ispra 1864


Ispra 1972


Ispra 2018

domenica 29 marzo 2020

Sul Sentierone della Brianza - seconda puntata


Sempre noi, il gruppo di camminatori entusiasti, i Giovani Dentro…fatemi raccontare brevemente chi siamo. Io sono la Guida, ho 41 anni e porto in giro da ormai 5 anni un folto gruppo di Giovani Dentro, appunto. Non sono più giovani ma solo anagraficamente, perché hanno l’entusiasmo (e a volte i capricci) di ventenni. E anche l’appetito. In compenso hanno l’agenda fitta di impegni che nemmeno il Presidente della Repubblica: riuscire a combinare una data che vada bene a tutti è un terno al lotto, tra baby sitting, corsi di lingua straniera, sessioni di training in palestra, corsi di canto, cineforum, concerti alla scala, settimane bianche e viaggi in giro per il globo.


Dopo questo preambolo torniamo a parlare del Sentierone della Brianza perché stavolta ci siamo. Ad Osnago il Sentierone effettivamente segna il suo inizio e noi abbiamo ripreso dopo qualche giorno là dove ci eravamo lasciati l’ultima volta, ovvero alla stazione ferroviaria. È un’altra giornata di sole, la neve è caduta copiosa nei giorni scorsi e ha imbiancato la Grignetta. Oggi anche Argo, il Calabrian Terronian Terrier di mio fratello, cammina con noi.

Si parte col vento al traverso e ci immergiamo subito nel verde. Raggiungiamo il torrente Curone che si fa apprezzare per le sue acque pulite e trasparenti e ne percorriamo la sponda sinistra fino a varcare i confini di uno dei luoghi simbolo della Brianza, il Parco di Montevecchia e del Curone. È ora della prima sosta, troviamo un tronco che funge da panca, orientato al sole. Ordino lo stop per rifocillarci e in men che non si dica dagli zaini spunta ogni ben di dio, dalla frutta secca ai panini con la mortadella. Argo è impazzito, fa la spola tra l’uno e l‘altro mendicando tozzi di pane e qualunque altro componente edibile.




A me l’infausto compito di rimettere in marcia la truppa dopo una decina di minuti ben spesi al sole. Attraversiamo il parco con calma, godendoci ogni singolo sentiero, prato e guado, fino a giungere in vista di un gruppo di panche di legno, disposte a cerchio, che sembrano essere state posizionate per noi tra filari di vigne e alberi da frutto. È ora di pranzo e non vi è posto più appropriato per fermarci.


Il programma prevede poi il caffè alla Galbusera Bianca, una cascina che vent’anni fa era ridotta a un cumulo di ruderi e che grazie al lavoro sapiente di Gaetano Besana, ha ripreso nuova vita, diventando un agriturismo di charme. Oggi purtroppo è giorno di chiusura e il caffè è rimandato al prossimo paese (che per inciso non troveremo mai e quindi niente caffè fino a fine gita, con disappunto di molti). Piccolo inciso: i Giovani Dentro possono camminare per chilometri sotto pioggia e neve ma se non hanno il caffè dopo pranzo alcuni di loro vanno in crisi da astinenza da caffeina.






Saliamo così alla collina dei Cipressi che un tempo fungevano da confini di alcuni possedimenti terrieri dell'area, siti lungo il crinale ed i pendii delle colline di questa zona, e che oggi rappresentano un bel punto di osservazione verso la collina e la chiesa di Montevecchia, a sud, e verso l’Eremo di San Genesio, il Monte di Brianza e il Resegone, a nord.





Da qui il Sentierone attraversa zone più antropizzate, troppo spesso rovinate da fabbriche e edifici di dubbio gusto estetico. Il pomeriggio avanza inesorabile ed è ora di abbandonare il Sentierone per dirigerci verso la stazione di Olgiate Molgora, nostro obiettivo di giornata. A Monticello passiamo davanti a una villa fortificata che attrae la mia attenzione perchè sembra uscita da un racconto di E.A. Poe. La villa, originariamente una casaforte longobarda, mantiene l’aspetto del vecchio palazzo di campagna, con le finestre arricchite da balconcini in ferro lavorato. Un cancello in ferro battuto con un filo di ruggine, il colore scuro e un po’ tetro e un’aria da abbandono - come in seguito a una tragedia famigliare - ne accrescono il fascino gotico. Una casa degli Usher in salsa brianzola. Si tratta della Villa Gola al Buttero dove il pittore Emilio Gola soggiornò e dipinse i suoi paesaggi.


Ci avviciniamo alla fine della nostra escursione e finalmente arriviamo alla stazione di Olgiate dove il gruppo si concede il tanto sospirato caffè in un baillamme di entusiasmo, risate e chiacchiericcio confuso che coinvolge anche gli avventori locali che ci guardano ammirati per la nostra performance camminatoria.
Così sono i Giovani Dentro, sempre entusiasti e mai domi, perennemente in moto verso il prossimo appuntamento con il cammino.


venerdì 27 marzo 2020

Sul Sentierone della Brianza – prima puntata


Siamo un gruppo. Siamo un gruppo di camminatori. Siamo un gruppo di entusiasti. Siamo un gruppo di camminatori entusiasti. Siamo i Giovani Dentro.
Io sono la Guida e loro sono i miei seguaci. Nel senso che mi seguono, anche quando sbaglio sentiero. A volte addirittura mi precedono e sbagliano sentiero al posto mio. E allora ho buon gioco a riprenderli e a dire loro “Ma quante volte ve l’ho detto che bisogna stare DIETRO alla Guida, non davanti”. E loro ridono, sbuffano, annuiscono, impazienti di riprendere a camminare.
Sono i Giovani Dentro. Hanno l’entusiasmo che scorre nelle vene. Hanno girato il mondo ma si emozionano per un bel panorama, per un guado, per un bosco, per i fiori. Alcuni ne sanno di botanica molto più di me… non che ci voglia molto. Lunghe disquisizioni sul tal fiore o la tal pianta arricchiscono le nostre giornate di cammino.



All’inizio del 2020, appena prima che scoppiasse questo macello del Coronavirus, abbiamo percorso il Sentierone della Brianza. Per chi non lo conoscesse è un sentiero che da Osnago porta a Lecco, procedendo a zig zag per la Brianza.

Brianza velenosa, cantava Lucio Battisti tanti anni fa. Mica vero, non per forza. Brianza deturpata, costruita, antropizzata. Questo sì, è vero. Però non tutta. Fortunatamente sono rimaste delle aree verdi, dei corridoi naturali che seguono il corso dei fiumi e dei torrenti che scorrono ricchi in questa terra. E poi ci sono i parchi, due in particolare, il Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone e il Parco Regionale del Monte Barro.
Premessa d’obbligo: abbiamo attraversato il primo ma non abbiamo toccato il secondo. Arrivati all’eremo di San Genesio, in cima al Monte di Brianza, siamo scesi verso Olginate senza proseguire sulla cresta. Quindi tecnicamente non abbiamo percorso tutto il Sentierone…ma chissenefrega, dico io.  Il Sentierone è là e quando potremo finalmente uscire di casa sarà sempre là ad attenderci.



Dicevo che a inizio 2020 abbiamo percorso il Sentierone a tappe. In realtà il Sentierone parte da Osnago ma io accarezzavo l’idea di andare (quasi) da Milano a Lecco a piedi, partire dalla metropoli e arrivare al lago. Fare il percorso di Renzo Tramaglino, però al contrario. Renzo andò verso la peste, noi – ancora inconsapevolmente – cercavamo di allontanarcene. Non siamo partiti da Milano, ma lo faremo. Promesso. Siamo partiti da Arcore. Arcore per i Milanesi è come il lago di Como per gli Americani. Questi ultimi arrivano a Bellagio e dicono “Dov’è la villa di George (Clooney), ci porti a vedere la villa di George?”. I Milanesi invece “Dov’è la villa di Silvio, ci porti a vedere la villa di Silvio?”.

Non li ho portati a vedere la villa di Silvio ma abbiamo cominciato il nostro percorso attraversando il parco di Villa Borromeo, un parco monumentale che ben pochi conoscono, arricchito da una villa di origine seicentesca che ha visto numerosi rimaneggiamenti fino al liberty. Purtroppo era gennaio e non abbiamo goduto delle fioriture del parco ma la giornata era talmente bella che abbiamo camminato con il cuore leggero e la mente sgombra, nel silenzio rotto solo dai pochi suoni di una natura ancora dormiente.





A Bernate, dopo una sosta caffè al bar, che è diventata sosta caffèpipìcomprolefocaccineleggoilgiornalechiamocasaguardolemailsultelefono… ehm, dicevo, dopo Bernate abbiamo lasciato l’asfalto e abbiamo camminato nei boschi, prima lungo il torrente Molgorana e poi all’interno di una striscia verde tra due file non interrotte di edifici e paesi. Guardando la mappa si capisce davvero quanto questa parte di Lombardia sia stata devastata da un’inopinata urbanizzazione nel corso del ‘900.


A un certo momento siamo usciti dal bosco e davanti a noi si è aperto lo spettacolo delle Prealpi lombarde con il rilievo di Montevecchia in primo piano, che si stagliava contro il profilo dentato del Resegone. Era ora di pranzo e, avvistata una cascina deserta, ci siamo impossessati di alcune sedie accatastate alla rinfusa in una legnaia e ci siamo accomodati sul prato per godere del meritato pranzo e di un sole insolitamente caldo considerando la stagione.



Si sa però che in questa stagione le giornate sono brevi e i pomeriggi freddi e quindi ho dovuto richiamare all’ordine la truppa che, impigrita dal sole e dalla socialità diffusa, traccheggiava in chiacchiere e scambi di dolcetti.
Poco altro da rilevare fino all’arrivo ad Osnago, se non la villa Busca Arconati Visconti, una delle più belle ville neoclassiche della Brianza, magnificamente restaurata e oggi riconvertita in appartamenti di pregio. E infine l’arrivo trafelato ad Osnago, dove la maggior parte del gruppo è letteralmente saltata sul primo treno per Milano, lasciando la povera guida ad attendere gli ultimi componenti del gruppo, prima di salire a sua volta sul treno e riguadagnare la strada di casa.



mercoledì 22 marzo 2017

Il Sentiero del Viandante

Sabato 1 aprile




Panoramico itinerario in una delle aree più selvagge del lago di Como, l’alto Lario.
Cammineremo tra selve e castagneti, lungo mulattiere e sentieri sulle tracce degli antichi viandanti che percorrevano questo tratto del lago, alla scoperta di affascinanti vedute sul lago e sulle montagne.
Dopo aver percorso i contrafforti dell’imponente Monte Legnone dirigeremo i nostri passi verso il silenzioso e raccolto borgo di Corenno Plinio, arricchito dall’imponente castello medievale.

Proseguiremo alla volta di Dervio, termine della nostra escursione, dove prenderemo il treno che ci riporterà al punto di partenza.


Programma
Ore 8 ca.: partenza da Milano
Ore 10 ca. : Ritrovo alla stazione di Piona e inizio escursione
Ore 13 ca.: pranzo al sacco
Ore 17 ca. : fine dell’escursione e rientro


Descrizione tecnica
Lunghezza itinerario: ca. 14 km.
Dislivello: +/- 800 m.
Difficoltà: medio-facile


Quota di partecipazione
€ 20 per persona

La quota include l’accompagnamento di una Guida Ambientale Escursionistica  + assicurazione RC Guida

La quota non include:
- spese di benzina per raggiungere la destinazione (da dividersi tra i partecipanti, con eccezione della guida e del proprietario dell’auto)
- biglietti del treno
- picnic e bevande
- tutto quanto non indicato in “La quota include”


L’escursione si effettuerà con un minimo di 8 partecipanti.


Per informazioni e iscrizioni
Stefano Mazzotti
3489793659








lunedì 20 marzo 2017

In cammino nella valle incantata

Sabato 29 aprile 2017


Facile e panoramico itinerario che tocca alcuni luoghi simbolo della Val Bregaglia, tra Svizzera e Italia.
Raggiungeremo  il paese di Savogno, arroccato su terrazzo, circondato in prevalenza da boschi e da qui dirigeremo i nostri passi verso lo splendido belvedere sulle cascate dell’Acquafraggia, che con un salto di 170 metri, regalano fantasiosi giochi di rifrazione della luce.
Camminando tra i vigneti raggiungeremo il paese di Prosto dove sarà possibile visitare il cinquecentesco Palazzo Vertemate Franchi, fatto costruire da una nobile famiglia chiavennasca e sopravvissuto alla devastante frana del 1618.
Pranzo al sacco.


Programma
Ore 8: partenza da Milano
Ore 10: Ritrovo al parcheggio del Palazzo Vertemate Franchi e inizio escursione
Ore 17: fine dell’escursione e rientro

Descrizione tecnica
Lunghezza itinerario: ca. 7 km.
Dislivello: +/- 600 m.
Difficoltà: facile



Quota di partecipazione
€ 20 per persona

La quota include l’accompagnamento di una Guida Ambientale Escursionistica

La quota non include:
  • spese di benzina per raggiungere la destinazione (da dividersi tra i partecipanti, con eccezione della guida e del proprietario dell’auto)
  • picnic e bevande
  • biglietto d'ingresso a Palazzo Vertemate Franchi (€ 7)
  • tutto quanto non indicato in “La quota include”
L'escursione si effettuerà con un minimo di 8 partecipanti.


Per informazioni e iscrizioni:

Stefano Mazzotti
348 9793659

martedì 14 febbraio 2017

Facile ciaspolata in Valle Spluga


Sabato 11 marzo 2017

Facile ciaspolata in un paesaggio scenografico, gli Andossi, una lunga dorsale che separa il solco principale della Valle di Spluga dalla conca di Madesimo. Il percorso sale gradualmente addentrandosi nel bosco, poi percorrendo in lungo l’altopiano esposto al sole, per poi scendere di nuovo in paese. Bellissimi panorami in una gita alla portata di tutti. Possibilità di sosta in rifugio.
Viaggio con mezzi propri.


Programma
Partenza da Milano: ore 8
Ritrovo a Madesimo e inizio ciaspolata: ore 10.30 ca.
Durata ca. 4 ore




Costo
Quota per persona: € 20

La quota comprende:
  • l'accompagnamento di una guida escursionistica
La quota non  comprende:
  • noleggio delle ciaspole e dei bastoncini (€10)
  • spese di viaggio per raggiungere la destinazione
  • pasti, bevande e extra


Attrezzatura

Durante una ciaspolata è consigliabile portare i seguenti oggetti:

  • Zaino leggero (max 20 l.) 
  • 1 borraccia o camel bag per l'acqua
  • Thermos per bevanda calda
  • Maglia termica 
  • Calzettoni di lana
  • Golf di lana o pile
  • Occhiali da sole
  • Cappello e guanti di lana
  • Giacca e pantaloni da sci
  • Ghette
  • Bastoncini (da sci o da trekking, meglio questi ultimi, specialmente se allungabili)
  • Scarponcini impermeabili 
  • Racchette da neve (ciàspole)





Alimentazione 

È sempre consigliabile avere nello zaino:
  • panino
  • liquidi (acqua, tè caldo)
  • barrette energetiche e/o frutta secca
  • cioccolato e/o zucchero (bustine)




Per informazioni e iscrizioni

Stefano Mazzotti
Guida Ambientale Escursionistica
tess. AIGAE LO 518

348 9793659
stefanomazzotti@hotmail.com

martedì 31 gennaio 2017

Ciaspolata sulle tracce di Napoleone

Sabato 18 febbraio 

Ciaspolata nello splendido scenario del Simplonpass, nel cantone svizzero del Vallese, con viste mozzafiato sui ghiacciai e le cime del Monte Leone, del Fletschorn e del Weissmies e, più lontano, sul gruppo Jungfrau-Finsteraarhorn.
L’ospizio del Sempione fu voluto da Napoleone e costruito all’inizio dell’800 per ospitare i viandanti che valicavano il passo.


Descrizione tecnica
Durata ca. 5 ore
Dislivello: +/- 480 m.
Difficoltà: media

Programma
Partenza da Milano: ore 7.30
Ritrovo: Ospizio, Passo del Sempione (CH), ore 9.30
Partenza dell’escursione: ore 9.45

Quota
Quota per persona: € 20

La quota comprende l'accompagnamento di una Guida Ambientale Escursionistica

La quota non  comprende:
  • noleggio delle ciaspole e dei bastoncini
  • spese di viaggio per raggiungere la destinazione
  • pasti, bevande e extra
N.B. E' necessario un documento d'identità valido per l'espatrio


Attrezzatura
Durante una ciaspolata è consigliabile portare i seguenti oggetti:

  • Zaino leggero (max 20 l.) 
  • 1 borraccia o camel bag per l'acqua
  • Thermos per bevanda calda
  • Maglia termica 
  • Calzettoni di lana
  • Golf di lana o pile
  • Occhiali da sole
  • Cappello e guanti di lana
  • Giacca e pantaloni da sci
  • Ghette
  • Bastoncini (da sci o da trekking, meglio questi ultimi, specialmente se allungabili)
  • Scarponcini impermeabili 
  • Racchette da neve (ciàspole)


Alimentazione 
Durante l'escursione si pranzerà al sacco.
È sempre consigliabile avere nello zaino:

  • panino
  • liquidi (acqua, tè caldo)
  • barrette energetiche e/o frutta secca
  • cioccolato e/o zucchero (bustine)


Iscrizioni
Stefano Mazzotti
Guida Ambientale Escursionistica
tess. AIGAE LO 518

348 9793659
stefanomazzotti@hotmail.com