venerdì 27 marzo 2020

Sul Sentierone della Brianza – prima puntata


Siamo un gruppo. Siamo un gruppo di camminatori. Siamo un gruppo di entusiasti. Siamo un gruppo di camminatori entusiasti. Siamo i Giovani Dentro.
Io sono la Guida e loro sono i miei seguaci. Nel senso che mi seguono, anche quando sbaglio sentiero. A volte addirittura mi precedono e sbagliano sentiero al posto mio. E allora ho buon gioco a riprenderli e a dire loro “Ma quante volte ve l’ho detto che bisogna stare DIETRO alla Guida, non davanti”. E loro ridono, sbuffano, annuiscono, impazienti di riprendere a camminare.
Sono i Giovani Dentro. Hanno l’entusiasmo che scorre nelle vene. Hanno girato il mondo ma si emozionano per un bel panorama, per un guado, per un bosco, per i fiori. Alcuni ne sanno di botanica molto più di me… non che ci voglia molto. Lunghe disquisizioni sul tal fiore o la tal pianta arricchiscono le nostre giornate di cammino.



All’inizio del 2020, appena prima che scoppiasse questo macello del Coronavirus, abbiamo percorso il Sentierone della Brianza. Per chi non lo conoscesse è un sentiero che da Osnago porta a Lecco, procedendo a zig zag per la Brianza.

Brianza velenosa, cantava Lucio Battisti tanti anni fa. Mica vero, non per forza. Brianza deturpata, costruita, antropizzata. Questo sì, è vero. Però non tutta. Fortunatamente sono rimaste delle aree verdi, dei corridoi naturali che seguono il corso dei fiumi e dei torrenti che scorrono ricchi in questa terra. E poi ci sono i parchi, due in particolare, il Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone e il Parco Regionale del Monte Barro.
Premessa d’obbligo: abbiamo attraversato il primo ma non abbiamo toccato il secondo. Arrivati all’eremo di San Genesio, in cima al Monte di Brianza, siamo scesi verso Olginate senza proseguire sulla cresta. Quindi tecnicamente non abbiamo percorso tutto il Sentierone…ma chissenefrega, dico io.  Il Sentierone è là e quando potremo finalmente uscire di casa sarà sempre là ad attenderci.



Dicevo che a inizio 2020 abbiamo percorso il Sentierone a tappe. In realtà il Sentierone parte da Osnago ma io accarezzavo l’idea di andare (quasi) da Milano a Lecco a piedi, partire dalla metropoli e arrivare al lago. Fare il percorso di Renzo Tramaglino, però al contrario. Renzo andò verso la peste, noi – ancora inconsapevolmente – cercavamo di allontanarcene. Non siamo partiti da Milano, ma lo faremo. Promesso. Siamo partiti da Arcore. Arcore per i Milanesi è come il lago di Como per gli Americani. Questi ultimi arrivano a Bellagio e dicono “Dov’è la villa di George (Clooney), ci porti a vedere la villa di George?”. I Milanesi invece “Dov’è la villa di Silvio, ci porti a vedere la villa di Silvio?”.

Non li ho portati a vedere la villa di Silvio ma abbiamo cominciato il nostro percorso attraversando il parco di Villa Borromeo, un parco monumentale che ben pochi conoscono, arricchito da una villa di origine seicentesca che ha visto numerosi rimaneggiamenti fino al liberty. Purtroppo era gennaio e non abbiamo goduto delle fioriture del parco ma la giornata era talmente bella che abbiamo camminato con il cuore leggero e la mente sgombra, nel silenzio rotto solo dai pochi suoni di una natura ancora dormiente.





A Bernate, dopo una sosta caffè al bar, che è diventata sosta caffèpipìcomprolefocaccineleggoilgiornalechiamocasaguardolemailsultelefono… ehm, dicevo, dopo Bernate abbiamo lasciato l’asfalto e abbiamo camminato nei boschi, prima lungo il torrente Molgorana e poi all’interno di una striscia verde tra due file non interrotte di edifici e paesi. Guardando la mappa si capisce davvero quanto questa parte di Lombardia sia stata devastata da un’inopinata urbanizzazione nel corso del ‘900.


A un certo momento siamo usciti dal bosco e davanti a noi si è aperto lo spettacolo delle Prealpi lombarde con il rilievo di Montevecchia in primo piano, che si stagliava contro il profilo dentato del Resegone. Era ora di pranzo e, avvistata una cascina deserta, ci siamo impossessati di alcune sedie accatastate alla rinfusa in una legnaia e ci siamo accomodati sul prato per godere del meritato pranzo e di un sole insolitamente caldo considerando la stagione.



Si sa però che in questa stagione le giornate sono brevi e i pomeriggi freddi e quindi ho dovuto richiamare all’ordine la truppa che, impigrita dal sole e dalla socialità diffusa, traccheggiava in chiacchiere e scambi di dolcetti.
Poco altro da rilevare fino all’arrivo ad Osnago, se non la villa Busca Arconati Visconti, una delle più belle ville neoclassiche della Brianza, magnificamente restaurata e oggi riconvertita in appartamenti di pregio. E infine l’arrivo trafelato ad Osnago, dove la maggior parte del gruppo è letteralmente saltata sul primo treno per Milano, lasciando la povera guida ad attendere gli ultimi componenti del gruppo, prima di salire a sua volta sul treno e riguadagnare la strada di casa.



mercoledì 22 marzo 2017

Il Sentiero del Viandante

Sabato 1 aprile




Panoramico itinerario in una delle aree più selvagge del lago di Como, l’alto Lario.
Cammineremo tra selve e castagneti, lungo mulattiere e sentieri sulle tracce degli antichi viandanti che percorrevano questo tratto del lago, alla scoperta di affascinanti vedute sul lago e sulle montagne.
Dopo aver percorso i contrafforti dell’imponente Monte Legnone dirigeremo i nostri passi verso il silenzioso e raccolto borgo di Corenno Plinio, arricchito dall’imponente castello medievale.

Proseguiremo alla volta di Dervio, termine della nostra escursione, dove prenderemo il treno che ci riporterà al punto di partenza.


Programma
Ore 8 ca.: partenza da Milano
Ore 10 ca. : Ritrovo alla stazione di Piona e inizio escursione
Ore 13 ca.: pranzo al sacco
Ore 17 ca. : fine dell’escursione e rientro


Descrizione tecnica
Lunghezza itinerario: ca. 14 km.
Dislivello: +/- 800 m.
Difficoltà: medio-facile


Quota di partecipazione
€ 20 per persona

La quota include l’accompagnamento di una Guida Ambientale Escursionistica  + assicurazione RC Guida

La quota non include:
- spese di benzina per raggiungere la destinazione (da dividersi tra i partecipanti, con eccezione della guida e del proprietario dell’auto)
- biglietti del treno
- picnic e bevande
- tutto quanto non indicato in “La quota include”


L’escursione si effettuerà con un minimo di 8 partecipanti.


Per informazioni e iscrizioni
Stefano Mazzotti
3489793659








lunedì 20 marzo 2017

In cammino nella valle incantata

Sabato 29 aprile 2017


Facile e panoramico itinerario che tocca alcuni luoghi simbolo della Val Bregaglia, tra Svizzera e Italia.
Raggiungeremo  il paese di Savogno, arroccato su terrazzo, circondato in prevalenza da boschi e da qui dirigeremo i nostri passi verso lo splendido belvedere sulle cascate dell’Acquafraggia, che con un salto di 170 metri, regalano fantasiosi giochi di rifrazione della luce.
Camminando tra i vigneti raggiungeremo il paese di Prosto dove sarà possibile visitare il cinquecentesco Palazzo Vertemate Franchi, fatto costruire da una nobile famiglia chiavennasca e sopravvissuto alla devastante frana del 1618.
Pranzo al sacco.


Programma
Ore 8: partenza da Milano
Ore 10: Ritrovo al parcheggio del Palazzo Vertemate Franchi e inizio escursione
Ore 17: fine dell’escursione e rientro

Descrizione tecnica
Lunghezza itinerario: ca. 7 km.
Dislivello: +/- 600 m.
Difficoltà: facile



Quota di partecipazione
€ 20 per persona

La quota include l’accompagnamento di una Guida Ambientale Escursionistica

La quota non include:
  • spese di benzina per raggiungere la destinazione (da dividersi tra i partecipanti, con eccezione della guida e del proprietario dell’auto)
  • picnic e bevande
  • biglietto d'ingresso a Palazzo Vertemate Franchi (€ 7)
  • tutto quanto non indicato in “La quota include”
L'escursione si effettuerà con un minimo di 8 partecipanti.


Per informazioni e iscrizioni:

Stefano Mazzotti
348 9793659

martedì 14 febbraio 2017

Facile ciaspolata in Valle Spluga


Sabato 11 marzo 2017

Facile ciaspolata in un paesaggio scenografico, gli Andossi, una lunga dorsale che separa il solco principale della Valle di Spluga dalla conca di Madesimo. Il percorso sale gradualmente addentrandosi nel bosco, poi percorrendo in lungo l’altopiano esposto al sole, per poi scendere di nuovo in paese. Bellissimi panorami in una gita alla portata di tutti. Possibilità di sosta in rifugio.
Viaggio con mezzi propri.


Programma
Partenza da Milano: ore 8
Ritrovo a Madesimo e inizio ciaspolata: ore 10.30 ca.
Durata ca. 4 ore




Costo
Quota per persona: € 20

La quota comprende:
  • l'accompagnamento di una guida escursionistica
La quota non  comprende:
  • noleggio delle ciaspole e dei bastoncini (€10)
  • spese di viaggio per raggiungere la destinazione
  • pasti, bevande e extra


Attrezzatura

Durante una ciaspolata è consigliabile portare i seguenti oggetti:

  • Zaino leggero (max 20 l.) 
  • 1 borraccia o camel bag per l'acqua
  • Thermos per bevanda calda
  • Maglia termica 
  • Calzettoni di lana
  • Golf di lana o pile
  • Occhiali da sole
  • Cappello e guanti di lana
  • Giacca e pantaloni da sci
  • Ghette
  • Bastoncini (da sci o da trekking, meglio questi ultimi, specialmente se allungabili)
  • Scarponcini impermeabili 
  • Racchette da neve (ciàspole)





Alimentazione 

È sempre consigliabile avere nello zaino:
  • panino
  • liquidi (acqua, tè caldo)
  • barrette energetiche e/o frutta secca
  • cioccolato e/o zucchero (bustine)




Per informazioni e iscrizioni

Stefano Mazzotti
Guida Ambientale Escursionistica
tess. AIGAE LO 518

348 9793659
stefanomazzotti@hotmail.com

martedì 31 gennaio 2017

Ciaspolata sulle tracce di Napoleone

Sabato 18 febbraio 

Ciaspolata nello splendido scenario del Simplonpass, nel cantone svizzero del Vallese, con viste mozzafiato sui ghiacciai e le cime del Monte Leone, del Fletschorn e del Weissmies e, più lontano, sul gruppo Jungfrau-Finsteraarhorn.
L’ospizio del Sempione fu voluto da Napoleone e costruito all’inizio dell’800 per ospitare i viandanti che valicavano il passo.


Descrizione tecnica
Durata ca. 5 ore
Dislivello: +/- 480 m.
Difficoltà: media

Programma
Partenza da Milano: ore 7.30
Ritrovo: Ospizio, Passo del Sempione (CH), ore 9.30
Partenza dell’escursione: ore 9.45

Quota
Quota per persona: € 20

La quota comprende l'accompagnamento di una Guida Ambientale Escursionistica

La quota non  comprende:
  • noleggio delle ciaspole e dei bastoncini
  • spese di viaggio per raggiungere la destinazione
  • pasti, bevande e extra
N.B. E' necessario un documento d'identità valido per l'espatrio


Attrezzatura
Durante una ciaspolata è consigliabile portare i seguenti oggetti:

  • Zaino leggero (max 20 l.) 
  • 1 borraccia o camel bag per l'acqua
  • Thermos per bevanda calda
  • Maglia termica 
  • Calzettoni di lana
  • Golf di lana o pile
  • Occhiali da sole
  • Cappello e guanti di lana
  • Giacca e pantaloni da sci
  • Ghette
  • Bastoncini (da sci o da trekking, meglio questi ultimi, specialmente se allungabili)
  • Scarponcini impermeabili 
  • Racchette da neve (ciàspole)


Alimentazione 
Durante l'escursione si pranzerà al sacco.
È sempre consigliabile avere nello zaino:

  • panino
  • liquidi (acqua, tè caldo)
  • barrette energetiche e/o frutta secca
  • cioccolato e/o zucchero (bustine)


Iscrizioni
Stefano Mazzotti
Guida Ambientale Escursionistica
tess. AIGAE LO 518

348 9793659
stefanomazzotti@hotmail.com









venerdì 20 gennaio 2017

Un sopralluogo in Lunigiana

 

Il percorso della Via Francigena lungo l’Alta Valle del Magra da Pontremoli ad Aulla regala dei panorami suggestivi, soprattutto nelle belle giornate con vento da nord. A inizio settimana sono andato in sopralluogo per un paio di giornate in Lunigiana. Partito da Pontremoli ho seguito la statale per un paio di chilometri fino alla chiesa della Santissima Annunziata; qui la prima sorpresa: due silenti chiostri che si susseguono uno dopo l’altro, splendenti sotto il cielo blu.

  

Il cammino prosegue intersecando il tracciato della ferrovia sopraelevata, sotto i grandi archi della massicciata in pietra, poi tra boschi e campi fino a giungere alla Pieve di Sorano, oggi purtroppo stretta tra la statale e orribili capannoni ma che un tempo doveva essere di forte impatto per i pellegrini che vi giungevano. Chiusa, purtroppo, a causa dei “recenti furti in chiesa”.
Dopo aver consumato il mio spuntino su un tavolo in legno battuto dal vento ho camminato fino al piccolo e raccolto borgo di Filattiera, “Filacterion”, in greco “presidio” o “borgo fortificato”. 















Qui ho avuto due incontri: il primo con un’abitante del luogo che con la sua automobile doveva girare esattamente dov’ero io, fermo in mezzo alla strada a scattare una foto. Vedendomi così mi dice: “Vuoi che ti faccia io una foto”? È scesa, ha lasciato la macchina accesa in mezzo alla strada e si è praticamente sdraiata per terra per prendere questo scatto davanti alla facciata di un palazzo nobiliare che sembra in disuso da tempo. Queste cose succedono solo nei paesi, ho pensato.



Il secondo incontro è stato con Bruce Hammers, al secolo Amerigo Martelli, fan del Boss e autoctono di Filattiera. Al netto della velata polemica con i pontremolesi – a suo giudizio molto spocchiosi – si è rivelato una persona molto colta e gentile: mi ha aperto la chiesa di San Giorgio e mi ha mostrato la lapide di Leodegar, personaggio longobardo dell’VIII secolo, forse un vescovo, incaricato di estirpare il paganesimo dalla Lunigiana durante l’alto medioevo. Grazie ad Amerigo ho scoperto che i Malaspina, signori di queste terre, sarebbero proprio originari di Filattiera.
Purtroppo la torre di fianco alla chiesa è inaccessibile in quanto non ha porte ma solamente finestre ai piani superiori a cui si accedeva con scale che potevano essere ritirate in caso di assedio.

                   

Dopo Filattiera il percorso si fa più selvaggio e si entra in un fitto bosco; il forte vento agitava le cime degli alberi e di quando in quando rami si staccavano con forti rumori e cadevano sul terreno. Ho pensato che se si fosse spezzato un ramo e mi fosse caduto sulla testa sarei morto sulla Via Francigena diventandone il primo martire del XXI secolo. Pensieri pellegrini di una mente lasciata sola a camminare in un freddo e ventoso giorno d’inverno.
Finalmente il bosco si apre e lascia posto a Villafranca e al caratteristico borgo fortificato di Filetto, un piccolo gioiello, come se ne trovano molti in Italia, ben conservato ma purtroppo poco abitato. La piazza principale era deserta, mi sono seduto a scattare qualche foto del sole che calava dietro i tetti delle case in pietra.



Visto che la giornata volgeva al termine ho deciso di prendere il treno e andare a dormire ad Aulla, presso l’abbazia di San Caprasio, refugium peregrini molto accogliente. Purtroppo non sono riuscito a salutare il mitico Don Giovanni, il prete più simpatico della Francigena: un motivo in più per tornarci.
La mattina dopo ho ripreso il treno per Villafranca e ho completato il percorso. La giornata era decisamente meno bella, il sole non ha fatto capolino tra le nubi e continuava a spirare un freddo e pungente vento di Grecale.


Da Filetto si attraversa un fitto bosco di castagni che la leggenda vuole sia la “selva oscura” di Dante e, scavalcato il torrente Bagnone su un nuovissimo ponte in legno e acciaio, si  giunge a Virgoletta – strano toponimo – un paese costruito per il lungo su una cresta che mi ricorda tanto Capranica e mille altri borghi fortificati dell’Italia centrale. Le anime in giro sono proprio poche, tra queste una signora, sdentata e vestita come le classiche vecchie di paese (ciabatta con calza e gonna, scialle in testa e giaccone sformato), che mi fa notare che in giornate come queste è meglio stare al caldo in casa. 



Sarà…ma io mi sento libero a camminare nel bosco tra gli alti castagni scossi dalla buriana, mi sento vivo per quanto impotente di fronte alle forze della natura.
Il percorso prosegue tra saliscendi nei boschi fino ad un’ampia radura poco prima di Terrerosse: in lontananza le Apuane, appena appena imbiancate dalla poca neve, si stagliano come appuntiti e minacciosi pinnacoli; mi ricordano le asperità del castello di Malefica della Bella Addormentata nel bosco. Misticismi disneyani in terra di Lunigiana.


Sono stanco, fa freddo e la tappa sta per terminare ad Aulla ma trovo ancora le forze residue per salire fino alla fortezza della Brunella, purtroppo chiusa, posta a presidio dell’incrocio di tre valli, passaggio obbligato nel passato di eserciti, mercanti e pellegrini.



  

giovedì 12 gennaio 2017

Domenica 12 marzo - Ciaspolata all’Alpe Lendine




Ciaspolata di media difficoltà fino all’Alpe Lendine, pittoresco agglomerato di antiche baite, tipiche della montagna lombarda, che punteggia un morbido in una valle laterale vicino a Chiavenna.
La salita nel bosco porta ad attraversare due ponticelli in legno sul torrente che scende dalle vette e crea giochi di luce tra le pietre. Si arriva al villaggio disabitato, in una magnifica conca, dove lo sguardo spazia verso le alte cime soprastanti. Rientro nel pomeriggio lungo il medesimo itinerario.


  
Durata ca. 5 ore
Partenza da Milano: ore 7,30



Quota per persona: € 20

La quota comprende:
  • l’accompagnamento di una guida escursionistica

    La quota non  comprende:
    • noleggio delle ciaspole e dei bastoncini (ca. €10)
    • spese di viaggio per raggiungere la destinazione
    • pasti, bevande e extra


    Attrezzatura

    Durante una ciaspolata è consigliabile portare i seguenti oggetti:
    • Zaino leggero (max 20 l.) 
    • 1 borraccia o camel bag per l'acqua
    • Thermos per bevanda calda
    • Maglia termica 
    • Calzettoni di lana
    • Golf di lana o pile
    • Occhiali da sole
    • Cappello e guanti di lana
    • Giacca e pantaloni da sci
    • Ghette
    • Bastoncini (da sci o da trekking, meglio questi ultimi, specialmente se allungabili)
    • Scarponcini impermeabili 
    • Racchette da neve (ciàspole)



    Alimentazione 

    È sempre consigliabile avere nello zaino:

    • panino
    • liquidi (acqua, tè caldo)
    • barrette energetiche e/o frutta secca
    • cioccolato e/o zucchero (bustine)

    Per informazioni e iscrizioni:

    Stefano Mazzotti
    Guida Ambientale Escursionistica
    tess. AIGAE LO 518

    348 9793659
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